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Google Now non parla più? L’antitrust e la commissione Europea una possibile causa!

Alcuni giorni fa l’aggiornamento di Google Search ha portato la voce in Google Now anche nel nostro paese. Neanche il tempo di provarla e i servizi di ricerca Google sono cambiati eliminando sia la voce, sia moltissimi risultati e informazioni che potevamo cercare in modo intelligente e attraverso le card. Le motivazioni non sono ancora chiarissime ma sembra che la Comunità Europea e le norme contro l’antitrust possano aver causato una momentanea modifica dei questi sevizi in alcuni paesi Europei, Italia compresa.

Google ha il monopolio sulle ricerche e la presenza delle card all’interno dei risultati di ricerca del motore, chiaramente create per spingere i servizi interni Google, potrebbero ostacolare i competitor e la libera concorrenza. Secondo la commissione Europea Google non deve cambiare gli algoritmi di ricerca o effettuare modifiche particolari al proprio motore, ma semplicemente avere un approccio diverso con i riltati che arrivano dai servizi interni di Google.

In pratica se noi cerchiamo un volo da Milano a Londra il risultato non deve essere direttamente collegato a Google Flight con un primo risultato che mostra la schermata di interazione del motore interno di voli di Google, ma deve offrire la libertà di scegliere i risultati anche di altri motori di ricerca. Discorso che si può ampliare a molte altre ricerche e informazioni.

Tutto questo potrebbe aver influenzato il comportamento anomalo di Google Now nelle ultime settimane che potrebbe essere correlato proprio alle indagini che sono in corso. La commissione Europea infatti non si è ancora pronunciata in merito e il tutto è in fase di controllo e studio e non ci sono ancora verdetti o prese di posizione definitive. Dunque potrebbe non cambiare nulla nel caso non venga giudicata monopolistica la gestione delle ricerche Google attraverso lo sfruttamento anche dei servizi interni o viceversa potrebbe esserci una modifica alle card e informazioni che Google offre in base alle ricerche e ai propri servizi interni.

Tutto questo nasce dalla denuncia di aziende come Yelp preoccupate che Google favorisca i propri risultati, piuttosto che quelli di terzi. Secondo l’Unione europea, se Google avesse “abusato” di questo potere, allora sarebbe ingiusto dal momento in cui in Europa il 90% del mercato della ricerca è in mano a Google. Non resta che attendere e capire se effettivamente c’è una correlazione tra questi eventi e Google Now.

pubblicato su hdblog

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